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Approvato il prezzario delle opere pubbliche della Regione Marche

ANCONA – “Tempi certi per la pubblicazione, metodo partecipativo in grado di coinvolgere un’ampia platea di professionisti e imprenditori, ruolo strategico per uno strumento che è funzionale alla nostra visione complessiva delle infrastrutture”. Sono questi, nella dichiarazione dell’assessore alle Infrastrutture e ai Lavori Pubblici Francesco Baldelli, i tre punti cardine della nuova edizione del Prezzario delle Opere pubbliche della Regione Marche, approvato ieri in tempi record dal Comitato Tecnico dedicato al progetto.

“Una sfida vinta – ha aggiunto l’assessore – come dichiarato anche in Assemblea legislativa prima dell’estate. Ecco perché esprimo un sincero ringraziamento per il grande lavoro di squadra dei rappresentanti di categorie economiche, ordini professionali e istituzioni regionali, che, insieme ai tecnici della Regione Marche, sono stati dei veri e propri protagonisti della nuova edizione del Prezzario, contribuendo in maniera concreta al cambio di passo impresso nel mondo delle infrastrutture e dei lavori pubblici, elementi chiave per lo sviluppo economico delle Marche”.

I 95 componenti, uniti in 29 gruppi di lavoro, si sono occupati in base alle loro competenze della definizione dei prezzi relativi ad ogni singola “famiglia” di materiali e lavorazioni: dalle indagini geognostiche alle rimozioni, dalle opere di consolidamento, ristrutturazione e restauro ai solai e coperture, cappotti termici, infissi, impianti elettrici, carpenteria metallica, lavori stradali, opere marittime e così via. Una platea estesa di professionisti ed operatori economici di settore che si sono confrontati in decine di riunioni per affrontare la sfida di pubblicare entro la fine dell’anno un documento strategico per un mercato in preda all’altalena tipica degli scompensi domanda/offerta determinata dal mix di emergenza pandemica, mancanza di materie prime e superbonus edilizio.

“Un lavoro impegnativo – ha osservato l’assessore Baldelli – che ha consentito di centrare due obiettivi: il primo, la certezza dei tempi di redazione del Prezzario, documento che volevo fosse approvato entro il 31 dicembre di ogni anno, per interrompere la prassi consolidata di sfruttare le deroghe previste, giungendo all’approvazione nel giugno dell’anno successivo; il secondo obiettivo, l’adozione di un nuovo metodo che prevedesse un’ampia partecipazione degli operatori del settore, professionisti e imprese che si sono rivelati dei veri protagonisti di questo progetto”. Il Prezzario è una risposta concreta a tutti gli input che provengono da un mercato regionale in forte fermento, una risposta rapida e vicina alle esigenze di tutti gli attori in campo, dai committenti pubblici a quelli privati, dai professionisti alle imprese, che si trovano ad affrontare una grande quantità di lavori e novità, tra le quali: il Piano Triennale delle Opere Pubbliche della Regione – che con l’ultimo aggiornamento ha incrementato ulteriormente i fondi per complessivi 27 milioni di euro rispetto all’anno precedente – i due Masterplan delle Infrastrutture Stradali e dell’Edilizia Ospedaliera della Regione Marche, i cantieri finanziati dal PNRR, la ricostruzione ed il restauro di edifici nelle aree del sisma, oltre ai lavori legati al superbonus.

“Contestualmente a queste buone pratiche messe in cantiere dalla Regione Marche, dalle categorie e dagli ordini professionali – ha concluso l’assessore Baldelli, che è anche componente del Cda di Itaca – incrementeremo il nostro sforzo per intervenire sull’annosa questione del ‘caro prezzi’ di materie prime e materiali, soprattutto nelle sedi nazionali deputate, come ad esempio il gruppo di lavoro interregionale promosso da Itaca, l’Istituto per l’Innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale. Il Prezzario appena approvato è un tassello del grande mosaico della nostra visione complessiva delle infrastrutture, sempre più considerate precondizioni allo sviluppo di una regione che vuole affrancarsi dall’attuale status di regione ‘in transizione’ e riagganciarsi ai territori più dinamici d’Italia e d’Europa”.

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