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Ama si difende sulle sepolture a Roma: “Facciamo il massimo, valutiamo procurato allarme contro esposti”

ROMA – Fioccano le denunce per i ritardi di Ama sulle sepolture a Roma e l’azienda interviene per dire la sua e paventa azioni legali contro gli esposti in Procura. La municipalizzata in una nota fa sapere che “in stretto raccordo con Roma Capitale, sta mettendo in campo tutte le risorse disponibili per assicurare il regolare svolgimento delle operazioni cimiteriali. Dall’inizio di quest’anno, presso il Cimitero di Prima Porta, sono state effettuate oltre 4.500 cremazioni, 568 soltanto negli ultimi quindici giorni, e oltre 6.700 operazioni tra inumazioni, tumulazioni, esumazioni ed estumulazioni. Sia per la parte amministrativa che per quella operativa si sta producendo il massimo sforzo per far fronte alla crescita dei decessi e della domanda connessa, ottemperando a tutte le norme per la sicurezza e alle misure di contenimento del Covid-19, a tutela dei lavoratori e degli utenti. L’impianto crematorio romano resterà attivo anche il prossimo 1° maggio e le salme verranno accolte anche domenica 2 maggio”.

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“TREND DELLE CREMAZIONI IN CRESCITA”

“Il drastico snellimento dell’iter burocratico per le cremazioni in altri territori, disposto a partire da questa settimana dall’Amministrazione Capitolina, consentirà di aumentare progressivamente la lavorazione anche delle cremazioni da svolgere presso l’impianto del Flaminio”, continua la nota di Ama. L’azienda sottolinea che, “pur nell’eccezionalità dell’attuale contingenza, continua ad essere marcato ed evidente il trend di crescita delle cremazioni effettuate nella città di Roma. A fronte delle circa 14.200 autorizzazioni concesse nel 2019 (era pre-Covid) nel 2020 sono state autorizzate oltre 15.400 operazioni (+9% circa) e, anche per effetto dell’efficientamento amministrativo ed operativo, si stima che in tutto il 2021 le attività di cremazione raggiungeranno le 17mila operazioni”. I ritardi di Ama erano stati denunciati dal deputato del Pd Andrea Romano, in attesa da oltre due mesi per la sepoltura del figlio morto a 24 anni: al parlamentare erano arrivate anche le scuse della sindaca Virginia Raggi.

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“PESANTI AGGRESSIONI VERBALI CONTRO IL PERSONALE MA NON CI FERMIAMO”

La municipalizzata che gestisce le operazioni cimiteriali fa anche sapere che “contrariamente a quanto riferito oggi da organi di stampa, l’azienda sottolinea poi che ieri a Prima Porta nessuna salma è stata rimandata indietro dal personale addetto alla struttura oggetto, tra l’altro, anche di pesanti aggressioni verbali. Operatori e maestranze aziendali continuano a lavorare senza soluzione di continuità per contenere al massimo le giacenze, pur alla luce del considerevole aumento dei decessi registrati in città, oltre 5mila in più da ottobre con un incremento del 35% rispetto al periodo omologo del precedente biennio. Lo sforzo straordinario di tutto il personale – aggiunge Ama – ha prodotto l’assorbimento dell’83% del surplus di domanda che purtroppo si è prodotto per l’alto tasso di mortalità e una riduzione di occupazione delle camere mortuarie di oltre il 10% rispetto a fine dicembre scorso”.

“CONTRO GLI ESPOSTI VALUTIAMO REATO DI PROCURATO ALLARME”

Ama ritiene “opportuno ricordare a tutti coloro che stanno inviando esposti alla Procura della Repubblica” che l’azienda “sta applicando puntualmente le previsioni contenute nelle norme emanante dal Governo e dal Parlamento per affrontare anche in ambito cimiteriale l’emergenza dovuta al Covid-19”. Procedure applicate “come previsto ad esempio sia per la gestione delle seconde sepolture, sia per lo snellimento delle pratiche burocratiche per le sepolture stesse, come previsto dall’articolo 1 (Disposizioni per facilitare l’attuazione della cremazione e delle pratiche funebri) dall’OCDPC n. 664 del 18 aprile 2020 e dall’art. 12 (Accelerazione dell’acquisizione delle informazioni relative alle nascite e ai decessi) del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 e successive modifiche ed integrazioni, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77”. Alla luce di questo, Ama annuncia che “valuterà eventuali azioni nelle sedi opportune per il reato di ‘procurato allarme’ a tutela del servizio pubblico essenziale che sta svolgendo”

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