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A Bologna il taxi di RedSox promuove la Casa delle donne per non subire violenza

BOLOGNA – La scorsa estate il sindaco di Bologna, Virginio Merola, gli conferì la medaglia al merito civico “Giorgio Guazzaloca” per premiare la decisione di lavorare gratis durante il lockdown per aiutare le persone più in difficoltà. E ora il tassista Roberto ‘RedSox’ Mantovani sforna un’altra iniziativa di solidarietà: ha scelto di ‘vestire’ gratuitamente il suo taxi con una livrea che pubblicizza l’attività e i contatti della Casa delle donne per non subire violenza. “Uscire dalla violenza si può”, è il messaggio (in nove lingue) portato in giro per la città da Mantovani.

Oggi il taxi antiviolenza è stato presentato pubblicamente da Mantovani affiancato dal candidato alle primarie del centrosinistra Matteo Lepore, dall’assessora alle Pari opportunità Susanna Zaccaria e dalla consigliera comunale dem Simona Lembi. Subito dopo, Lepore e Lembi sono saliti a bordo dell’auto bianca (e rosa, a questo punto) di Mantovani per andare a incontrare le rappresentanti della Casa delle donne, dell’Udi, di Sos Donna e di MondoDonna. “Soprattutto quest’anno se ne sono sentite di tutti i colori, quindi ci tenevo a fare qualcosa di buono e ad aiutare chi veramente aiuta le donne vittime di violenza”, sottolinea Mantovani. “Giriamo per la città, siamo un cartellone pubblicitario e possiamo fare qualcosa di significativo gratuitamente”, aggiunge il tassista: “Io non ci guadagno niente ma neanche ho speso niente, ho chiesto aiuto agli amici di Twitter e sono arrivate le donazioni”, spiega Mantovani, attivissimo e conosciutissimo sui social. Ma l’idea non ha ricevuto solo solo aiuti di natura economica, perché c’è chi invece ha contribuito occupandosi del lavoro grafico o delle traduzioni.

In molti, insomma, si sono dati da fare per dare una mano e lo hanno fatto anche “con molta passione”, racconta Mantovani: “Gli aiuti per le traduzioni sono stati favolosi, per esempio dall’Albania tramite Twitter arrivavano varie traduzioni e abbiamo dovuto mediare”. L’iniziativa, insomma, dimostra che “ci vuole poco per fare qualcosa di positivo”. Mantovani conta di mantenere la livrea fino a quando non dovrà sostituire l’auto, quindi auspicabilmente per i prossimi tre anni. Ma intanto “dobbiamo farci copiare”, afferma ‘RedSox’, perché ovviamente “possono aderire altri tassisti, sia a Bologna che in altre città”. Anzi, “sarà mia cura chiedere su Twitter a tutte le cooperative taxi italiane”, annuncia Mantovani: perché non immaginare anche “a Milano, Palermo o Roma un taxi che fa una cosa del genere legata a un centro antiviolenza locale?”.

Rispetto alle attività di una realtà come la Casa delle donne “è importantissima la visibilità, perché ancora non è così scontato rivolgersi a un centro antiviolenza- sottolinea Zaccaria- ma è questo il posto giusto per tutte le donne che si trovano in difficoltà e vogliono anche solo un consiglio o assistenza, in modo gratuito e anonimo”. Solo la Casa delle donne, ricorda l’assessora, ogni anno assiste “tra le 700 e le 800 donne e questi sono numeri enormi”. In più, tra le diverse associazioni presenti in città, la Casa delle donne “è quella che fa accoglienza e quindi ha le case rifugio- segnala Zaccaria- dove le donne vengono ospitate insieme alle loro bambine e ai loro bambini, quindi con un onere molto alto di assistenza e di protezione”. La Casa delle donne, a sua volta, via Facebook dice “grazie a Roberto Mantovani ‘RedSox’ e al suo taxi Bologna 5. Uscire dalla violenza si può”.

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