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A Bologna famiglie all’attacco: “Studenti finiscono in Dad per lentezza Ausl”

BOLOGNA – Genitori e rappresentanti dei consigli di istituto di Bologna tornano alla carica e chiedono che “a tutti gli studenti, le studentesse e gli insegnanti di questa Regione sia garantita una scuola in presenza e sicura”. Dopo l’incontro di venerdì scorso con l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini, l’assessore comunale all’Istruzione Daniele Ara e i direttori della Sanità Pubblica in Regione e all’Ausl di Bologna, Giuseppe Diegoli e Paolo Pandolfi, docenti e famiglie tornano a denunciare i problemi che si stanno verificando nelle scuole. A partire dalla lentezza su tamponi e quarantene.

“COMUNICAZIONI TROPPO LENTE E LA CLASSE FINISCE IN DAD”

“Nonostante i casi odierni siano circa un quarto di quelli dell’anno scorso nello stesso periodo, i tempi di ricezione delle comunicazioni-appuntamenti per il tampone sono eccessivamente lenti, obbligando di fatto le scuole a ricorrere nuovamente alla Dad per molte classi”, affermano la rete dei genitori, il forum delle associazioni dei genitori e il coordinamento dei presidenti dei consigli di istituto.Anche nelle “scuole sentinella”, dove si sta sperimentando lo screening attraverso l’utilizzo dei tamponi salivari, i tempi di refertazione “non sono tempestivi, rendendone quasi nulla l’utilità”, si legge nel documento congiunto.

Protesta davanti alle scuole superiori di Bologna promossi dal comitato “Priorità alla scuola” per chiedere la riapertura delle scuole in presenza.Protesta davanti alle scuole superiori di Bologna promossi dal comitato “Priorità alla scuola” per chiedere la riapertura delle scuole in presenza.

“SERVONO PUNTI TAMPONE RAPIDO DEDICATI AGLI ALUNNI”

“Considerando che nelle prossime settimane la curva dei contagi si alzerà, è fondamentale che il dipartimento di Sanità trovi soluzioni organizzative più impattanti”. La richiesta è anche di punti tampone rapido “dedicati esclusivamente ai cittadini in età scolare”, vista l’alta richiesta a causa del Green pass, oppure “prevedere che le farmacie riservino fasce orarie all’interno della giornata dedicate esclusivamente all’esecuzione di tamponi ai bambini ed ai ragazzi che frequentano le scuole ed i nidi”. Su questa richiesta durante l’incontro “ci è stato segnalato che è intenzione della Regione proporre un accordo per creare dei canali riservati di accesso ai tamponi rapidi ma solo per gli studenti sotto i 12 anni che non possono quindi ancora essere vaccinati”. Invece “è stata esclusa la possibilità di accessi riservati per gli studenti sopra i 12 anni”.

Famiglie e consigli di istituto sollevano anche un altro tema, quelli dei sanificatori per l’aria sui quali qualche sindaco ha deciso di fare da sè, mentre “non sono ancora stati programmati interventi strutturali per intervenire in ogni scuola della nostra regione”. La scelta di acquistare questi presidi “non può essere lasciata all’intraprendenza del singolo dirigente scolastico o degli enti locali”, affermano le famiglie, ma “ci deve essere un impegno politico che garantisca a tutte le scuole la possibilità di acquistarli-riceverli evitando sprechi o acquisti non sicuri”.

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