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Ue e 26 Paesi partner lanciano Coalizione ministri commercio sul clima

Azione globale su scambi che affrontino il tema del clima

Roma, 19 gen. (askanews) – I Paesi dell’Unione europea e 26 paesi partner intendono lanciare la “coalizione dei ministri del Commercio sul clima”, un forum ministeriale mondiale aperto focalizzato sulle questioni relative al clima, al commercio e allo sviluppo sostenibile. Ad annunciarlo il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Donbrovskis durante una conferenza stampa al World Economic Forum, a Davos.

La coalizione sosterrà un’azione globale per promuovere politiche commerciali che possano contribuire a far fronte ai cambiamenti climatici attraverso iniziative locali e mondiali, ha spiegato. L’obiettivo è creare partenariati tra le comunità in ambito commerciale per individuare modalità con cui la politica commerciale può contribuire ad affrontare i cambiamenti climatici. Secondo quanto riporta un comunicato, la coalizione promuoverà il commercio e gli investimenti in beni, servizi e tecnologie che contribuiscono a mitigare i cambiamenti climatici e ad adattarvisi.

Al momento la coalizione, che si dice aperta a tutti i Paesi interessati, conta 50 ministri e 27 giurisdizioni. Oltre all’Ue – che sui temi commerciali negozia in prima battita per tutti i 27 – conta Ecuador, Kenya, Nuova Zelanda come “capofila”, a cui si aggiungono Angola, Australia, Barbados, Capo Verde, Canada, Colombia, Costa Rica, Islanda, Gambia, Giappone, Corea del Sud, Maldive, Mozambico, Norvegia, Filippine, Ruanda, Zambia, Singapore, Svizzera, Ucraina, Regno Unito, Stati Uniti e Vanuatu. “Iniziamo con un gruppo relativamente piccolo aperto ma la nostra inziativa è aperta a tutti”, ha spiegato Dombrovskis.

L’iniziativa si apre in una fase in cui tuttavia la tenuta delle policy globali mostra crescenti crepe, in particolare a livello geopolitico dopo la guerra russo ucraina, e con tensioni anche degli Usa verso la Cina. Peraltro, proprio sulle politiche green, si sono di recente creati attriti perfino tra gli Usa e l’Ue dopo l’adozione dell’Inflation Reduction Act da parte dell’Amministrazione Biden, che secondo Bruxelles ha effetti discriminatori sulle produzioni europee. Molti Paesi emergenti si astengono dal sostenere questa o quella parte dei conflitti. In questo quadro l’iniziativa viene annunciata in una cornice come quella del Wef, organizzazione a sua volta oggetto di polemiche negli ultimi anni per il suo ruolo nell’influenzare politiche e cancellerie nel mondo.

Ad ogni modo, un elemento chiave del programma della coalizione è l’individuazione di modalità con cui le politiche commerciali possono sostenere i paesi in via di sviluppo e meno sviluppati più vulnerabili, che devono far fronte ai rischi maggiori derivanti dai cambiamenti climatici. Questo dialogo politico ad alto livello vedrà la partecipazione dei ministri del Commercio di diverse regioni e livelli di reddito. Ai lavori della coalizione prenderanno parte la società civile, le imprese, le organizzazioni internazionali e le comunità in ambito climatico e finanziario.

La coalizione fornirà orientamenti politici e individuerà strategie in ambito commerciale per l’adattamento ai cambiamenti climatici e alle condizioni metereologiche estreme, ad esempio attraverso la produzione, la diffusione, l’accessibilità e l’adozione di tecnologie rispettose del clima. La prossima riunione ministeriale si terrà a margine della prossima conferenza ministeriale del Wto, l’organizzazione mondiale del commercio, prevista per l’inizio del 2024.

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