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##Ucraina, verso ok dl che proroga in 2023 autorizzazione invio armi

Presentati solo due emendamenti (M5S e Avs). Difesa lavora a decreto

Roma, 23 gen. (askanews) – Viaggia verso un rapido ok da parte del Parlamento il decreto legge varato dal governo Meloni che contiene la proroga di un anno dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari a Kiev, fino al 31 dicembre 2023. Una proroga che apre la strada alla possibilità di continuare con gli invii attraverso decreti interministeriali (Difesa di concerto con Esteri ed Economia), in deroga alla legislazione vigente e previo atto di indirizzo delle Camere.

Dall’avvio dell’aggressione russa, sotto il governo Draghi, sono stati già approvati cinque decreti interministeriali e si sta finendo di confezionare il sesto decreto che conterrà la nuova ‘lista’, il primo dell’esecutivo Meloni. Ospite, ieri, della trasmissione ‘Che tempo che fa’, il ministro della Difesa Guido Crosetto, ha confermato che il testo “è in preparazione”. Mentre in occasione della riunione del Gruppo di Contatto per la difesa dell’Ucraina (Ukraine Defense Contact Group) a Ramstein, in Germania, il ministro aveva riferito che ci si aspetta “nelle prossime settimane un inasprimento della guerra con un aumento esponenziale degli attacchi via terra” e ha aggiunto che “bisogna passare dalle parole ai fatti nel più breve tempo possibile”.

Domani dunque a Montecitorio prosegue l’iter del dl Ucraina che si annuncia rapido con un solo voto su due emendamenti gemelli dei due partiti, M5S e Avs, che si oppongono ai nuovi invii e che puntano il dito contro chi non si spende abbastanza per la pace. Seguiranno gli ordini del giorno e il voto finale che dovrebbe arrivare entro mercoledì. Poi l’attenzione sarà concentrata sul decreto che indicherà cosa materialmente prenderà la strada dell’Ucraina in supporto alla difesa di Kiev.

Sempre dopodomani, alle ore 8, il ministro verrà ascoltato dalle commissioni riunite Difesa e Affari esteri, sulle linee programmatiche del suo Dicastero. Nella stessa giornata, alle ore 16, Crosetto sarà in audizione al Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica attraverso cui, nel caso il decreto venga secretato così come annunciato, verrà informato il Parlamento.

Botta e risposta intanto tra il presidente M5s, Giuseppe Conte, e il ministro degli Esteri, Tajani. “Noi – ha detto Conte – riteniamo che questa prospettiva dell’escalation non ci porta a nessuna via d’uscita: la nostra posizone la conoscete, sosteniamo l’Ucraina ma l’Italia ha dato il suo, ora deve essere in prima fila per dare un contributo per la via diplomatica e non siamo favorevoli a un ulteriore invio”.

“L’Italia è una democrazia – è stata la replica del ministro Tajani da Bruxelles – ci può essere qualcuno che può avere un’opinione diversa. Ma in Parlamento si è votato”, e anche il Movimento 5 stelle di Conte, che oggi si oppone, “votò a favore dell’invio di armi. Adesso c’è un rinnovo di quella scelta fino al 31 dicembre di quest’anno, e comunque come abbiamo sempre detto, il Parlamento sarà sempre informato di ogni decisione che riguardi l’invio di materiale militare di ogni tipo all’Ucraina”.

A chi chiedeva se escluda che l’Italia possa mandare anche dei carri, il ministro ha risposto: “Fino adesso, l’abbiamo reso pubblico, si è parlato di altre questioni, di sistemi di difesa aerea, e su quello stiamo lavorando insieme ai francesi. Quindi è quello lo strumento militare che probabilmente verrà inviato in Ucraina”.

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