Roma, 16 nov. (askanews) – In Giappone casa automobilistica Suzuki e il produttore di chip Rohm si sono uniti alla cordata per acquistare la Toshiba che, se verrà portata a termine, rappresenterà una delle acquisizioni più rilevanti degli ultimi anni per l’economia nipponica. Lo ha affermato oggi il Nikkei shimbun.

La cordata – unita sotto la sigla JIP (Japan Industrial Partners) – ha presentato un’offerta, ora sottoposta alla valutazione di Toshiba, dopo essere stata prescelta come concorrente preferita all’acquisto a ottobre.

Secondo quanto hanno detto diverse fonti al giornale economico giapponese, la Rohm intende investire oltre 2 miliardi di euro nella proposta e anche la Suzuki metterà in campio centinaia di milioni di euro. Inoltre anche un gigante delle costruzioni nipponico, la Taisei, potrebbe essere della partita.

L’offerta d’acquisto vale 2.200 miliardi di yen (oltre 15 miliardi di euro) e verrebbe finanziaria per metà da oltre 10 compagnie nipponiche e per l’altra metà da investimenti azionari e da prestiti da paete di banche e altre istituzioni finanziarie.

Rohm è, come Toshiba, coinvolta nella produzione di semiconduttori per autoveicoli ed elettrodomestici. La Suzuki invece attualmente acquista da Toshiba batterie al litio per le sue auto elettriche.

Toshiba è da anni in difficoltà e la sua governance squassata dalle lotte interne tra management e azionisti attivisti, alcuni dei quali stranieri entrati in un precedente salvataggio.

Dal momento che la compagnia è coinvolta nel settore dell’energia nucleare, che è normativamente vincolato perché legato alla sicurezza nazionale, sono andate a vuoto precedenti offerte d’acquisto da parte di soggetti stranieri. L’offerta JIP, invece, è promettente proprio perché nasce del tutto all’interno del sistema industriale e finanziario giapponese e non rischia di essere bloccata dal governo.