Roma, 18 gen. (askanews) – Le autorità taiwanesi hanno ordinato ai negozi dell’isola di astenersi dal vendere un certo tipo di zuppa di noodle prodotta nella Repubblica popolare cinese, affermando di voler proteggere i produttori locali dopo che migliaia di chilogrammi di prodotto sono stati contrabbandati nell’isola. Lo afferma oggi il South China Morning Post, che però segnala anche come alcuni dei pacchi contengono un messaggio che fa riferimento al rapporto tra Taiwan e la Cina e questo potrebbe essere il motivo reale dell’attacco contro questo istant ramen.

Il ministero dell’Economia di Taiwan ha comunicato di aver scoperto 791 casi di contrabbando di zuppa di spaghetti di riso “luosifen” negli ultimi due anni, equivalenti a circa 8,4 tonnellate di prodotto. L’ufficio ha sostenuto che tutto il prodotto è stato confiscato e i venditore sono stati multati.

All’origine dell’azione, secondo il ministero, c’è “la situazione della produzione domestica e la necessità di proteggere l’industria interna in modo che non ci sia una sostituzioner fi mercato innescata da una competizione ingiusta”.

Le zuppe di spaghetti di riso luosifen sonooriginarie della città di Liuzhou nella regione di Guangxi. Taiwan ha più volte messo al bando diversi tipi di instant ramen cinese. Ma in questo caso – secondo il SCMP – dietro l’azione delle autorità ci potrebbe essere un messaggio pubblicitario sui pacchetti colorati,in cui si legge: “Tu sei cinese,io anche sono cinese. Arrotondati in uno, tu sei la mia persona”. Un messaggio che non è stato gradito nel mondo politico taiwanese, tanto che qualche esponente di un partito minore ha accusato la Cina di volersi infiltrare a Taiwan (attraverso i vermicelli).