Kourou (Guyana francese), 21 nov. (askanews) – Il 2023 è “l’anno decisivo” per Ariane 6, il lanciatore del futuro che ArianeGroup sta sviluppando e che partirà nell’autunno del prossimo anno. “Il lanciatore del domani, di nuova generazione”, lo definisce il direttore strategia di ArianeGroup, Morena Bernardini, classe 1983, una laurea in ingegneria aerospaziale e una lunga esperienza nel settore aerospaziale.

“Siamo nell’anno decisivo, l’Esa ha annunciato il lancio di Ariane 6 il prossimo anno, nell’ultimo trimestre del 2023. Siamo ovviamente molto felici – afferma Bernardini ad askanews dalla base di lancio a Kourou, nella Guyana francese – Ariane 6 è il lanciatore di domani, il lanciatore di nuova generazione. La nostra filiale, Arianespace, che commercializza i lanciatori Ariane e Vega, ne ha già venduti 29. Questo significa che Ariane 6 è il lanciatore del futuro, un lanciatore molto atteso dai nostri clienti, un lanciatore estremamente flessibile e modulare che può fare praticamente quasi tutti i tipi di missione in orbita e particolarmente adatto al lancio delle mega costellazioni di cui sentiamo molto parlare”.

Ma non c’è solo Ariane 6 nel futuro di ArianeGroup. “Pensiamo sempre al futuro, a 10-15 anni davanti a noi. La strategia di ArianeGroup è molto chiara in questo – prosegue – siamo coloro che forniscono accesso allo spazio all’Europa, siamo i cosiddetti space enablers, molto attivi nel campo dell’esplorazione. Recentemente abbiamo rivelato Susie, un progetto particolarmente importante per noi che speriamo sia ben accolto dagli Stati membri alla ministeriale per uno stadio intelligente, completamente riutilizzabile, uno stadio superiore del lanciatore che può trasportare cargo ma anche esseri umani, che può dunque atterrare e prepara la prossima generazione di lanciatori futuri completamente riutilizzabili”.

“ArianeGroup, dunque, si proietta nel futuro con una famiglia di lanciatori riutilizzabili, ecosostenibili, una famiglia modulare – conclude la manager – dove mettiamo delle tecnologie in comune, attraverso lanciatori della famiglia; inoltre tramite contratti con ESA stiamo preparando il futuro con i motori di nuova generazione Prometheus, con uno stadio centrale completamente riutilizzabile, il Themis. Insomma, siamo molto attivi per la preparazione del futuro”.

Di Serena Sartini