Milano, 18 gen. (askanews) – Se c’è una parola sulla quale ha puntato Attilio Fontana nel presentare le 28 pagine del programma del centrodestra per le regionali in Lombardia questa è “continuità”, soprattutto del modello di sviluppo che ha permesso alla regione di rialzarsi dalla crisi pandemica. Tra i protagonisti di quella ripresa c’è però anche Letizia Moratti, passata nel frattempo nelle fila degli avversari del terzo polo, che oggi lo accusa di mancanza di coraggio. “È come don Abbondio, si trincera dietro ai partiti e non ha il coraggio di decidere” ha detto a La Repubblica l’ex sindaco di Milano, oggi in provincia di Cremona con il suo pullman.

Parole “non molto gradevoli” per Fontana che ha ricordato a Moratti il suo recente passato, vissuto senza tentennamenti nel centrodestra: “Onestamente non mi sembrava che quando era in giunta la dottoressa Moratti lasciasse intendere critiche di questo genere, anzi era entusiasta di come era gestita la nostra giunta, era una delle più grandi sostenitrici, anche del ‘mai con la sinistra’. Io preferisco non accusare nessuno, non ho mai usato un’offesa nei confronti dei miei avversari perché credo che con queste affermazioni evidenziano una loro estrema debolezza di contenuti e di voti” ha replicato.

Battibecchi che per il candidato del centrosinistra, Pierfrancesco Majorino, mettono in luce la scarsa credibilità di entrambi quando parlano della necessità di innovare, visto che hanno, o hanno avuto fino a ieri, in mano le redini del governo regionale. “Io critico Fontana e mi scontro con lui” ma “la Moratti è un caso incredibile. Forse è un caso di omonimìa. Lei ha fatto per anni la vice di Fontana, ha fatto l’assessore alla Sanità quando esplodevano le liste d’attesa, non ha fatto niente per impedirlo e adesso spiega come evitare che esplodono le liste di attesa. Mi viene da dire: ci poteva pensare prima” ha detto l’europarlamentare dem in un’intervista a Telenova, oggi a Pioltello, alle porte di Milano, in una tappa elettorale dedicata soprattutto ai temi della legalità e ai pendolari scontenti del ferroviario regionale.

Quanto al programma di Fontana al primo posto c’è l’autonomia, che a suo parere “può arrivare entro il 2023”, seguita da “sei pilastri” tenuti insieme da un filo rosso, cioè una visione strategica basata su: infrastrutture materiali e digitali per connettere il territorio in tutte le sue aree, servizi al cittadino fondati su investimenti sul capitale umano e strategie di sviluppo territoriale per una “smart land” sempre più connessa e resiliente. “Credo valga la pena insistere per confermare” il governo regionale del centrodestra che, a suo parere, in 28 anni “non ha mai avuto mal di pancia, in un Paese in cui liti e crisi sono all’ordine del giorno”.