Roma, 21 nov. (askanews) – La presidente Rai Marinella Soldi ha rievocato oggi la sua esperienza personale di bambina cresciuta a Londra negli anni Settanta, ascoltando il notiziario Rai la domenica, per sottolineare l’importanza che per lei e per l’azienda riveste l’offerta estero dell’emittente pubblica, da oggi fruibile in digitale anche su RaiPlay attraverso la finestra Rai Italy.

Si tratta di una offerta “molto ricca”, ha detto la presidente aprendo a viale Mazzini la conferenza stampa “Un Mondo d’Italia. La nuova Rai all’estero”, “che richiede comunque a monte una riflessione per quanto riguarda l’azienda sulle priorità, sugli obiettivi e sul ruolo che la Rai vuole avere all’estero”.

“Per quanto riguarda la parte dell’offerta – ha proseguito Soldi – i cittadini italiani sono quasi 6 milioni, i residenti all’estero, famiglie, pensionati ma soprattutto giovani spesso con un alto livello di istruzione, e vivono perlopiù in Europa e nel continente americano. Poi ci sono gli oriundi italiani, che sono 80 milioni, e infine ci sono gli italofili, 250 milioni si stima, di persone con un interesse e una ammirazione per il nostro Paese. Questi sono numeri molto importanti, che descrivono pubblici che sono molto diversi, e per ciascuno di loro bisognerebbe immaginarsi una offerta. Che vuol dire voler rappresentare il nostro Paese, quello che facciamo, anche con linguaggi moderni, attuali, non solo una tv nostalgia o per emigrati”.

“La nostra offerta su una piattaforma digitale come RaiPlay – ha detto ancora la presidente – è un passo fondamentale in un percorso di trasformazione digitale che l’azienda deve compiere nel suo complesso. Ce lo chiedono le linee guida dell’Agcom e del Mise nel disegnare la strategia della Rai del futuro, tramite il contratto di servizio, che verrà poi attuato da un piano industriale. Queste richieste devono essere attutate anche tramite il tipo di servizio che noi vorremmo appunto far avere ai nostri cittadini all’estero”.

“Questo vuole dire che questo passo che oggi vi illustreremo di portare la parte di offerta all’estero sul digitale fa parte di una strategia complessiva. Questa strategia richiede finanziamenti certi, una struttura e un contesto anche politico che ci può aiutare. Siamo ovviamente in un momento di grande cambiamento e speriamo molto presto di poter sederci accanto alla nostra controparte nei ministeri per poter portare avanti un progetto così importante”.