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Ponte Morandi, Capaccioli: con ispezioni argine a sciagure evitabili

“Risparmiare sulla sicurezza e sui controlli non è consentito”

Roma, 24 mag. (askanews) – “Ce la certifichiamo da soli”, le gravi parole del Manager di Autostrade sul Ponte Morandi non lasciano spazio a fraintendimenti. Nella sciagura del 14 agosto 2018, quando crollò l’intero sistema bilanciato della pila 9 del ponte, persero la vita 43 persone. “Un’affermazione quella del Manager Gianni Mion, che lascia senza parole, per il duplice affronto alle vittime, alle loro famiglie e per l’evidente lesa credibilità del nostro Paese”. Questo il commento di Fabrizio Capaccioli, amministratore delegato di Asacert e vicepresidente di Green Building Council Italia.

“Una circostanza che, ancora una volta, chiarisce quanto sia importante ricorrere a società accreditate e indipendenti per le ispezioni, sia nella fase di progettazione che in quella di costruzione di infrastrutture strategiche, che hanno un impatto potenziale su vite umane, oltre che sui fondi pubblici. Una sciagura evitabile, fa rabbia pensarlo, – prosegue Capaccioli – specie se deliberatamente si sceglie una letale scorciatoia. Risparmiare sulla sicurezza e sui controlli, con il nuovo codice degli appalti pubblici non è più consentito, si mette finalmente un argine a sciagure evitabili”.

Nel nostro Paese sono circa un milione e mezzo i ponti e solo 60 mila sono monitorati. Tra questi, circa 1.900 presentano altissimi rischi strutturali. Ma non basta: oltre 18mila viadotti presentano criticità e necessitano di interventi di manutenzione. Un tema particolarmente scottante a causa dei risvolti sulla sicurezza dei cittadini in viaggio sulle strade del nostro Paese.

“Ho recepito con soddisfazione le novità introdotte dal nuovo Codice sotto il profilo dei controlli, di cui Asacert è leader nel mercato – afferma il manager – la pubblica amministrazione potrà dotarsi del supporto degli Enti di Ispezione accreditati Iso/Iec 17020. In un sol colpo si mettono a segno tre obiettivi: semplificazione, velocità e trasparenza. Tutti princìpi di buon senso, che vanno a rafforzare un settore pesa per il 22% sul Pil, attivando una filiera riconducibile a quasi il 90% dei settori economici. Non da ultimo, si persegue un approccio etico, a tutela delle persone, affinché non accadano vicende tragiche, come quella del Ponte Morandi”.

Proprio per la ricostruzione del viadotto, Asacert ha eseguito le attività ispettive di controllo tecnico in corso d’opera, verificando la conformità delle opere realizzate al progetto e la qualità delle opere stesse, compresa l’assistenza durante le fasi di collaudo. Un passo in più verso la sicurezza.

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