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20 ottobre 2019

Il “pescato” del Cilento linfa vitale per la dieta mediterranea

 

Parla Tommaso Pellegrino, Presidente del ‘Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni’.  Tavole rotonde e show cooking per promuovere le eccellenze del territorio

 

 Due giorni intensi dedicati dal ‘Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni’ a promozione, formazione e informazione del ‘pescato’ nelle Aree Marine Protette di Santa Maria di Castellabate, Costa degli Infreschi e della Masseta.

“Il ‘pescato’ delle aree marine protette cilentane è la colonna portante della dieta mediterranea, da nove anni riconosciuta patrimonio immateriale dell’Unesco: un’eccellenza assoluta”. Lo ha sottolineato con orgoglio Tommaso Pellegrino, presidente del Ente Parco promotore dell’iniziativa che rientra nell’ambito del Feamp 2014- 2020 (Fondo Europeo Affari Marittimi e la Pesca), in collaborazione con la Regione Campania e il ministero delle Politiche Agricole.

“Un patrimonio straordinario da difendere perché siamo di fronte all’Area Protetta più grande d’Italia – ha evidenziato Pellegrino -, è senza dubbio la più bella e più ricca in termini di biodiversità, paesaggio e natura, particolarmente di pregio”. 

Nei porti di Santa Maria di Castellabate e Marina di Camerota, gli studenti del territorio hanno atteso il rientro dei pescherecci con a bordo il prezioso carico dei loro mari. I pescatori hanno svelato i segreti e le tecniche di un mestiere antico, ma praticato nel Cilento con grande osservanza delle regole.

“Ma i pescatori rappresentano anche le ‘sentinelle’ più importanti del territorio – ha precisato Pellegrino -, i principali difensori del nostro mare. I primi a tutelare quella biodiversità marina che rappresenta una vera ricchezza . Un patrimonio legato alla pesca che determina anche uno sviluppo economico preservando il Parco e le Aree Marine Protette”.

Hanno aderito i quattro istituti alberghieri del ‘Parco’ e gli Chef del territorio che hanno messo a tavola solo ed esclusivamente i prodotti a marchio Parco.

Più di 100 aziende, infatti, producono oltre 400 prodotti a marchio ‘Parco’ che rappresentano la territorialità della dieta mediterranea.

“Vogliamo parlare ai giovani e per inviare il messaggio del valore che rappresentano l’area marina protetta, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e il pescato anche  in termini nutrizionali- ha rimarcato Pellegrino -, pensiamo al  ruolo straordinario nel mantenimento di determinati metabolismi, determinati funzionamenti del nostro organismo oltre a rappresentare dei punti di forza che vanno a potenziare le difese immunitarie e a contrastare le malattie neoplastiche. Il nostro pescato – ha osservato -, rappresenta un significativo valore  aggiunto nella dieta mediterranea, vogliamo dimostrare che il suo patrimonio ha un impatto straordinariamente positivo  sulla salute e intendiamo rispondere a quei ciarlatani che ne mettono in discussione la valenza. Rispondiamo loro con i fatti ma soprattutto con elementi scientifici, non con le chiacchiere, che hanno come unico obiettivo quello di fare profitto e basta”.

“Stiamo facendo il massimo sforzo per tutelare questo territorio bellissimo e protetto che si estende da Paestum fino alle porte di Sapri”, ha sottolineato il direttore del “Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni”, Romano Gregorio”.

Un’opera di tutela e valorizzazione: “Cerchiamo di fare tutte le attività per valorizzare i prodotti e per aiutare i pescatori. Il nostro è un ‘pescato’ di qualità, molto importante per la dieta mediterranea, uno stile di vita più che un paniere di prodotti”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Vincenzo Inverso, delegato del Ministero dell’Ambiente nel Parco, che punta a diffondere il patrimonio alimentare e culturale dell’area: “Dal nostro insediamento abbiamo voluto innovare e portare un paradigma nuovo: il ‘Parco’ da minaccia a opportunità. Lo facciamo attraverso un progetto ampio di marketing territoriale, che vuole promuovere non solo la storia, le tradizioni e la cultura di questo territorio, ma anche mettere in evidenza eccellenze come il ‘pescato’ ed è importante incontrare i ragazzi, a loro va il nostro testimone”. Anche gli amministratori locali fanno la loro parte: “Queste manifestazioni sono importanti perché mettono insieme la scuola e valorizzazione delle nostre eccellenze” ha detto Costabile Spinelli, sindaco di Castellabate. “Da noi l’indotto della pesca ha un’importanza fondamentale – ha proseguito il primo cittadino -, fatta con le tradizioni che si tramandano da anni. La conoscenza del pescato è poco diffusa, è bene far capire ai giovani il grande valore che c’è nelle nostre acque. Il sud va rilanciato valorizzando le potenzialità che ha, se lo facciamo spiegando ai giovani l’importanza di un bene che abbiamo a portato di mano, piuttosto che la ricerca effimera di un qualcosa di lontano, coniugando turismo e valorizzazione delle eccellenze, può essere una grande opportunità anche occupazionale”. Un contesto, quello del Parco, in cui “Persone competenti possono trovare la propria strada”, ha affermato Mariateresa Scarpa, sindaco di Gioi “E’ importante che noi amministratori collaboriamo per risolvere problemi e dare la possibilità ai cittadini di utilizzare la risorsa Parco come valore aggiunto. Chi fa agricoltura, chi fa turismo, oggi, sono sempre di più i giovani. La nostra responsabilità è non frenare queste iniziative e aiutare a far convergere risorse economiche che possono poi fare da volano”. Orgogliosi del loro antico mestiere, sono i pescatori che mostrano la triglia rossa, regina indiscussa di questo mare. Un lavoro duro e usurante, ma fatto nel pieno rispetto della biodiversità. Le notti in mare non spaventano però Sara D’Andrea, giovane pescatrice che ha ereditato dal padre la passione per il mare.

“Un mondo ostile alle donne, una sfida continua ma che spinge a voler migliorare e apprendere sempre di più”, ha detto. Il grande lavoro dei pescatori raggiunge la sua massima espressione in cucina grazie all’arte degli chef del Parco. Attraverso lo show-cooking nella due giorni di formazione, il ‘pescato’ ha deliziato i palati dei partecipanti.

“Prodotti semplici e di straordinaria qualità, che non hanno bisogno di essere impreziositi. E’ nella semplicità il loro miglior pregio, che rende ogni piatto un’esplosione di sapori. Vietato manipolarli”, così i cuochi che hanno contato anche sugli alunni dei quattro Istituti Alberghieri del Parco. Tanti i turisti che affollano le località del ‘Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni’, deliziati non solo dai prodotti del mare, ma anche della terra. Non nascondono l’orgoglio gli chef, sentono la responsabilità di essere coloro che tramandano le antiche ricette, ma sanno anche guardare al futuro. Non si riconoscono particolare meriti: basta rispettare i prodotti della propria terra, fieri e onorati di diffondere i sapori del Cilento nel mondo.