Roma, 18 gen. (askanews) – Avanti con la riforma dell’autonomia regionale, con il primo via libera del ddl “in uno dei prossimi Consigli dei ministri” e un “cronoprogramma” per il presidenzialismo e Roma Capitale. Queste le decisioni emerse dalla riunione convocata questo pomeriggio a Palazzo Chigi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Un “vertice” per fare il punto della situazione e cercare di ‘sminare’ un terreno su cui, all’interno della maggioranza, ci sono sensibilità diverse.

All’incontro hanno partecipato, oltre a Meloni, i vice presidenti Antonio Tajani e Matteo Salvini, il sottosegretario Alfredo Mantovano e i ministri Roberto Calderoli, Elisabetta Casellati, Raffaele Fitto e Francesco Lollobrigida. Palazzo Chigi, al termine, assicura che dall’incontro è emersa “grande sintonia” sui temi sul tavolo, “in linea con gli impegni assunti con gli italiani e definiti nel programma di coalizione”.

Primo dossier da affrontare è quello dell’autonomia differenziata, cavallo di battaglia dei leghisti, contro il quale l’opposizione già annuncia barricate in Parlamento. Un progetto che, però, ha fatto emergere anche dubbi all’interno della coalizione, in particolare in Forza Italia. Proprio Tajani, nei giorni scorsi, aveva sottolineato che “la nuova riforma non deve penalizzare il sud”. L’indicazione emersa, comunque, è che sul dossier si va avanti, anche se non è stato indicato un termine preciso. Nella nota, sul punto, si afferma che è stato “definito il percorso tecnico e politico per
arrivare, in una delle prossime sedute del Consiglio dei
ministri, all’approvazione preliminare del disegno di legge
sull’autonomia differenziata”. Approvazione che per la Lega deve arrivare prima del voto per le regionali in Lazio ma, soprattutto, in Lombardia.

Per quanto riguarda gli altri temi, è stato deciso “di definire il cronoprogramma sullo status di Roma Capitale e sulla riforma in senso presidenziale dello Stato”. Per quanto riguarda il presidenzialismo, Casellati ha concluso oggi il giro di incontri con i partiti della maggioranza (Fdi, Fi, Lega e Noi Moderati) e da domani avvierà i colloqui con le opposizioni, a partire dal Terzo Polo: Carlo Calenda e Maria Elena Boschi sono attesi al Ministero alle 10.30. “Noi – ha anticipato oggi il leader di Azione – siamo favorevoli al fatto che si elegga direttamente il premier ma riteniamo che il presidente della Repubblica sia l’unica istituzione che funzioni”. Lunedì sarà la volta del Movimento 5 stelle, poi via via gli altri. Dopo saranno tirate le conclusioni, per definire una proposta per la riforma costituzionale. Giorgia Meloni, però, non vuole perdere tempo. “L’obiettivo del governo – sottolinea Palazzo Chigi – è mantenere gli impegni presi con i cittadini nel più breve tempo possibile, col più ampio coinvolgimento del Parlamemto e delle forze politiche”.