Milano, 21 nov. (askanews) – Per ogni consegna di prodotto in uscita dagli stabilimenti dell’azienda cremonese MartinoRossi, vengono messi a dimora due alberi in Amazzonia per compensare le emissioni di CO2. Il progetto MartinoRossi for the Planet, avviato nel 2020 in collaborazione con la Onlus Environomica, sta provvedendo così a contrastare la minaccia della deforestazione dell’Amazzonia al ritmo di quasi 10.000 alberi l’anno. A oggi, spiega l’azienda in occasione della Giornata nazionale degli alberi, questa iniziativa ha portato a piantare poco più di 29.000 alberi, nella zona della Sierra Nevada di Santa Marta in Colombia, equivalenti a oltre 5,8 milioni di chili di anidride carbonica compensata.

“Per noi non si tratta di una scelta ideologica o di inseguire la moda del momento – spiega Stefano Rossi, ceo di MartinoRossi, che produce farine, granelle, semilavorati e ingredienti
funzionali a base di cereali e legumi senza glutine, soia e Ogm destinati al mercato business – Il mondo agricolo da cui proveniamo e di cui siamo parte è il primo a sapere che la pretesa di ricavare cibo in abbondanza, sano e sicuro a spese degli equilibri ambientali è una pericolosa chimera. Per questo siamo impegnati a studiare, progettare e testare soluzioni innovative che contribuiscano a dare alla filiera agroalimentare un futuro sostenibile”.

Per il secondo anno di fila è stato centrato l’obiettivo di 10 mila piante, due per ogni consegna su gomma in uscita dagli stabilimenti, riportando di fatto a zero le emissioni di gas serra in atmosfera prodotta per il trasporto e la consegna dei prodotti in Italia e nel mondo.

Accanto a questa iniziativa, l’azienda sta lavorando a un modello di smart farming in cui sia possibile produrre in modo più efficiente con il minimo impatto ambientale. Tale modello è portato avanti da Underdrip, società creata dal presidente di MartinoRossi, Giorgio Rossi, attraverso lo sviluppo dell’omonimo sistema di sub-irrigazione di precisione. Progettato e messo a punto in collaborazione con il Politecnico di Milano, l’università Cattolica sedi di Cremona e Piacenza e con il supporto di MartinoRossi, questo innovativo sistema interrato ad alta efficienza consente di ridurre sino al 60% i consumi idrici e del 25% quelli di fertilizzanti, diserbanti e fitosanitari. Con Underdrip, inoltre, non è necessario rivoltare periodicamente il terreno; ciò favorisce la naturale capacità del suolo di stoccare CO2 e lo aiuta a mantenere la biodiversità.