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Lombardia, Balotta (Avs): disastrosa gestione binari anche di Fnm

Disservizi treni da imputare sia a Trenord sia rete Rfi e Fnm

Milano, 19 gen. (askanews) – “Per Attilio Fontana la regione Lombardia non ha colpe sulle inefficienze di Trenord, che ha il peggior indice di puntualità (ritardi e soppressioni) tra tutte le regioni d’Italia, circa l’80% mentre Trenitalia supera il 90%, perchè la rete su cui i treni viaggiano è gestita male da Rfi (l’azienda pubblica che gestisce l’infrastruttura ferroviaria nazionale)” ma “la regione dimentica che dei 1.900 km di rete lombarda ben 331 km sono gestiti da se stessa con FNM e i restanti 1.570 sono in carico a RFI. Il governatore dimentica inoltre che un mese fa c’è voluto il deragliamento di un treno (senza feriti) sugli scambi di Iseo e il sequestro di alcune tratte della linea del magistrato inquirente per far scoprire ai tecnici di Ferrovie Nord (la società appartenente al Gruppo FNM che opera come gestore dell’infrastruttura della rete delle ferrovie di proprietà regionale affidate in concessione al gruppo, ndr), che la maggioranza delle traversine della linea erano marce da sostituire”. Lo afferma in una nota Dario Balotta, candidato alle elezioni regionali di Verdi Sinistra nella circoscrizione di Milano e Monza e provincia per Majorino Presidente.

“Ben 190 km (il 57%) della rete di FNM è a binario unico mentre i 690 km (il 43%) sono gestiti dallo Stato – prosegue Balotta – Le cause della disastrosa gestione delle ferrovie lombarde sono da imputare sia a Trenord (guasti dei Treni, gestione del personale, conflitti sindacali, pianificazione errata degli orari, bigliettazione obsoleta e non integrata) sia a quelle della rete RFI e FNM ( troppi passaggi a livello, rallentamenti, guasti ai sistemi di segnalamento e scarsa innovazione tecnologica). Fallito il federalismo ferroviario – conclude Balotta – Fontana si ostina a non seguire la strada maestra europea che è quella del superamento degli assetti monopolistici attraverso gare europee per l’affidamento dei servizi che non sono la privatizzazione delle aziende”.

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