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Landini: vertenza fisco-pensioni-salari, pronti alla piazza

La Cgil rappresenta interessi generali e non di parte, Meloni sbaglia

Roma, 20 gen. (askanews) – Fisco, pensioni e salari sono temi sui quali la Cgil intende aprire una vera e propria vertenza con il Governo. La confederazione guidata da Maurizio Landini proverà a fare accordi, con la consapevolezza di rappresentare interessi generali. E non solo lavoratori e pensionati, che comunque sono pronti a mobilitarsi e a scendere anche in piazza.

Concludendo un’iniziativa su autonomia differenziata e presidenzialismo, Landini ha detto che il fisco è “l’elemento di fondo di un nuovo patto di cittadinanza”. Uno degli elementi con cui si finanziano scuola, sanità e nuove politiche industriali “è la necessità di una vera riforma fiscale – ha proseguito – di una vera politica che affronti l’aumento delle diseguaglianze e la povertà del lavoro. Questa e altre vicende devono avere carattere vertenziale. Vuol dire chiedere al Governo di aprire trattative e confronti; vuol dire che le persone sono pronte a scendere anche in piazza perché ho assunto con loro un patto d’impegno per fare questa discussione e provare a determinare accordi. Lo dobbiamo fare nei prossimi mesi”.

Il numero uno della Cgil ha poi ricordato che “le politiche che sta facendo il Governo puntano ad allargare la rappresentanza sociale della maggioranza. Proprio perché pensano di durare cinque anni, e lo dicono in ogni modo, credono di fare quelle riforme non solo istituzionali, ma anche economiche e sociali”.

Per questa ragione “la nostra azione non può essere semplicemente di resistenza, di chi tenta di ridurre il danno rispetto a quello che sta succedendo – ha sottolineato Landini – se ragioniamo in questo modo, in termini calcistici si può dire che prima del novantesimo ci fanno gol. Oggi non c’è nessuno che possa dire che è la maggioranza nel Paese, allora dobbiamo dire la nostra. Come abbiamo fatto con i governi precedenti, lo abbiamo fatto anche con questo per discutere con il ministro Calderoli dell’autonomia differenziata. Non ci ha ancora risposto”.

Landini ha inoltre affermato che “questo Governo non vuole riconoscere le organizzazioni sindacali come soggetti che possano avere una rappresentanza generale. Ma non è mica vero quello che dice il premier, cioè che rappresentiamo interessi di parte. I due tavoli che abbiamo avuto su salute e sicurezza e pensioni sono stati con una quantità di associazioni e sindacati che non sapevo neanche che esistessero”.

Sull’autonomia differenziata e il presidenzialismo ha concluso: “Non siamo d’accordo. Bisogna fare non solo opposizione, ma fare in modo da determinare la costruzione di un movimento che possa rappresentare la possibile costruzione di un’altra idea di società. La Costituzione può essere uno strumento di costruzione di un nuovo modello sociale”.

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