Roma, 19 gen. (askanews) – La Corea del Nord ha convocato l’Assemboea suprema del popolo – il “parlamento” di Pyongyang – per discutere una serie di politiche, a partire da una nuova legge contro le influenze culturali straniere. L’hanno reso noto i media di stato, dai cui resoconti si evince che il leader supremo, Kim Jong Un, non ha preso parte alla sessione di lavori.

L’Ottava Sessione della 14ma Assemblea suprema del popolo si è aperta martedì e chiusa ieri, secondo l’agenzia di stampa ufficiale KCNA. Non è stata data notizia neanche di un messaggio del leader all’assemblea che, secondo la costituzione nordcoreana, sarebbe il più alto organo dello stato, ma di fatto è semplicemente un luogo in cui si mette il timbro alle decisioni della leadership.

La riunione ha deciso una serie di poste di bilancio, questioni organizzative e una normativa che “protegga l’acculturato dialetto di Pyongyang”. La legge ha lo scopo di assicurare “lo sviluppo di una cultura nazionale socialista per proteggere attivamentew la lingua”, ha spiegato Kang Yun Sok, presidente del comitato permanente dell’assemblea, secondo quanto ha riferito la KCNA.

Secondo quanto scrive l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, il ministero dell’Unificazione di Seoul ritiene che “presumibilmente (la legge) intenda stringere le corde del controllo sulla società” contro l’afflusso di prodotti culturali sudcoreani – in particolare sceneggiati televisivi e musica – che entrano nel paese attraverso canali illegali.

Questi prodotti promuovono stili di vita che si riflettono anche nella lingua, per cui i giovani nordcoreani cominciano ad adottare espressioni gergali comuni con i giovani sudcoreani o americani. “Potrebbe essere un senso di allarme per il fatto che l’ideologia straniera sta filtrando nelle vite di tutti i giorni del popolo e non sta semolicemente cambiando il loro linguaggio”, ha detto alla Yonhap Hong Min, un ricercatore dell’Istituto coreano per l’unificazione nazionale. “E’ una sorta di avvertimento – ha continuato – al popolo contro l’uso disinvolto” delle lingue straniere.

Sul fronte del bilancio, l’assemblea ha accresciuto le spese dello stato dell’1,7 per cento per il 2023, ma i resoconti non fanno menzione della portata totale del budget. La spesa per la difesa ammonterà al 15,9 per cento del budget totale dell’anno, senza aumenti o cali rispetto allo scorso anno. Invece, per il miglioramento delle condiziomni di vita della popolazione, verrà stanziato il 45 per cento del budget totale.

La Corea del Nord è chiusa ermeticamente all’informazione internazionale. Da quel che filtra, il paese è in condizioni dure sia a causa della prolungata pandemia Covid-19, sia a causa del peso delle sanzioni. La forte attività missilistica dello scorso anno fa pensare a un nervosismo del regime che punta a spingere all’esterno la tensione. Kim Jong Un ha ordinato lo scorso anno un aumento esponenziale dell’arsenale nucleare e dei sistemi d’arma avanzati.