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Il Risorgimento come attualità: un nuovo museo a Brescia

Nel Castello, tra storia, multimedialità e Capitale della Cultura

Brescia, 23 gen. (askanews) – Una riapertura che segna simbolicamente l’avvio dell’anno come capitale italiana della Cultura, insieme a Bergamo. A Brescia inaugura negli spazi del Grande e Piccolo Miglio del Castello il nuovo museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, uno spazio espositivo che vuole unire la storia e l’attualità, la cultura e la multimedialità. Con l’obiettivo di offrire strumenti museali per leggere il passato alla luce del presente, tanto a livello di temi quanto di tecnologia.

“Abbiamo scelto di esporre pochi oggetti, ma molte idee – ha detto Francesca Bazoli, presidente della Fondazione Brescia Musei – per dare vita a un museo che sia assolutamente contemporaneo e legato all’attualità”. E quindi sia nell’allestimento dei reperti, sia nella scelta di contenuti multimediali e infografiche, il museo avvicina il Risorgimento al pubblico di oggi. E se le camicie rosse garibaldine o i dipinti dell’Appiani non possono mancare, la sfida del Leonessa d’Italia è andare oltre.

Stefano Karadjov, direttore della Fondazione Brescia Musei, ha ricordato i pilastri su cui si regge il progetto: il primo sono ovviamente gli oggetti e i reperti storici, il secondo è la grande pittura, “che con una serie di capolavori che, cronologicamente, non trovavano spazio nella Pinacoteca Tosio Martinengo, ma che fanno della pittura un fondale teatrale per l’allestimento. Il terzo pilastro – ha detto Karadjov – è la collezione digitale e multimediale: il museo è stato pensato nella logica più moderna della museologia contemporanea, in modo da essere come un archivio esplorabile da non addetti ai lavori”.

Interessante anche la scelta di inserire una componente teatrale, con diversi schermi sui quali è possibile vedere attori che leggono o recitano testi dell’epoca. “Dal punto di vista narrativo – ha aggiunto Karadjov – il museo parte dalla Repubblica bresciana e arriva alla Repubblica italiana, anche se c’è un’appendice che arriva fino alla strage di Piazza della Loggia. La strage è ricordata anche dalle formelle che conducono al Castello”.

Alla presentazione ha partecipato anche Emilio Del Bono, sindaco di Brescia. “Un edificio storico di valore restituito alla città – ha detto – nell’ambito di un più vasto progetto di restituzione dell’area. La Leonessa d’Italia finora non aveva un luogo per raccontare se stessa e la città ha bisogno di luoghi che possano fornire degli spazi di confronto, che spieghino anche perché Brescia è carica di simbologie risorgimentali”.

C’è quindi Garibaldi, come c’è Mazzini. Ma ci sono pure le proteste dei giovani ambientalisti di oggi, o le manifestazioni di dissenso in vari angoli del mondo. Perché le parole che a metà Ottocento hanno animato la lotta per l’indipendenza in Italia sono ancora parte del nostro vocabolario globalizzato.

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