Milano, 23 nov. (askanews) – Il food and grocery online nel 2022 è andato incontro a un rallentamento dopo il boom del 2020 e la corsa del 2021 toccando i 4,7 miliardi di valore degli acquisti (+15% sul 2021 contro il +36% del 2021 sul 2020). Al suo interno il food delivery rappresenta il segmento principale con 1,8 miliardi di euro di acquisti online in crescita del 20% sui 12 mesi precedenti. A concorrere a questo risultato le piattaforme online aggregatrici che generano il 97% del food delivery contro il 3% dei ristoranti tradizionali. E’ quanto emerge dalla sesta edizione della Mappa del cibo a domicilio in Italia di Just Eat, app per ordinare online cibo a domicilio, parte di Just Eat Takeaway.com.

A spingere il comparto l’incremento della capillarità del servizio che oggi è accessibile al 71% della popolazione non solo nei grandi centri urbani, ma anche nelle province. “La crescita – ha detto Valentina Pontiggia, direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano – è dovuta al lavoro degli operatori online che stanno portando avanti l’accesso all’offerta online cercando di avere una copertura anche nei piccoli centri urbani: siamo passati dal 6,5% dei Comuni nel 2019 al 21% del 2022, dal 47% di copertura della popolazione nel 2019 al 71% quest’anno perchè se l’ecommerce vuole essere un bene di uso comune non deve creare disomogeneità sul territorio nazionale. E in questa direzione va il fatto che oltre il 90% dei nuovi Comuni coperti ha meno di 20mila abitanti”.

Tra i trend segnalati nella mappa c’è il potenziamento dell’infrastruttura logistica e della capacità di consegna accanto ai temi della sostenibilità ambientale e sociale. “L’ecommerce spesso è accusato di essere un canale che sfrutta i lavoratori – ha segnalato Pontiggia – c’è invece un lavoro degli operatori, a diverso ritmo, per rendere l’ecommerce sostenibile dal punto di vista sociale. Ma c’è anche un aspetto di sostenibiltà economica con l’aggregazione dei flussi e l’efficienza nei processi operativi che i consumatori non vedono ma è importante, come per esempio l’apertura delle dark kitchen a uso esclusivo della consegna a domicilio dei piatti che genera
efficienza e controllo dei costi importanti”.

Sul tema dei rider raider Daniele Contini, country manager di Just Eat in Italia, ha ricordato che “Just Eat ha tracciato una nuova rotta dal 2021 con circa 3mila rider assunti che non sono coordinati da un algoritmo. E’ un investimento importante per noi e ci auguriamo che il quadro normativo oggi disomogeneo si uniformi: oggi è permesso lavorare in modi diversi, altri operatori sono legati alla performance. C’è una proposta di direttiva europea che deve essere ora recepita dai diversi Paesi. Nel nostro Paese il governo precedente l’ha accolta in modo positivo, vedremo come andrà con il nuovo governo. A livello di sistema poi andrebbe fatta una sensibilizzazione da un lato verso chi ordina”.

Oggi, ha ricordato Contini, Just Eat “è presente nel 100% dei capoluoghi di Provincia e serve l’80% della popolazione italiana, collaborando con oltre 28.000 ristoranti partner sulla piattaforma, che raccoglie un’ampia proposta di cucina italiana e internazionale rappresentata sia da grandi catene sia da ristoranti indipendenti. Il nostro obiettivo, a partire dal 2023, sarà quello di sviluppare soluzioni tecnologiche innovative, volte a rispondere alle esigenze mutevoli dei nostri stakeholder£.

Tra le novità dell’Osservatorio, anche un approfondimento sui trend che stanno prendendo sempre più piede nel mondo del food delivery. Ci sono i piccoli momenti di gioia, con un aumento del consumo di piccoli snack in vari momenti della giornata, rispetto al tradizionale consumo di tre pasti principali al giorno, e qui spicca il gelato; c’è poi il positive eating: quando la scelta passa dal rispetto per l’ambiente; il Nod to Newstalgia: il legame con la tradizione, e infine sensory inspiration dove un ruolo chiave lo giocano i social media