Roma, 19 nov. (askanews) – Al Museo delle Mura di Roma è stata inaugurata questa mattina la quindicesima edizione della mostra dedicata al Talent Prize, il premio internazionale di arti visive organizzato da Inside Art e realizzato grazie al sostegno della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale. L’esposizione, visitabile dal 19 novembre al 4 dicembre e promossa da Roma Culture, sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali, darà la possibilità di vedere le opere di tutti i finalisti del Premio dedicato esclusivamente ad artisti under 40.

“La mostra dei finalisti del Talent Prize – ha affermato Guido Talarico, editore di Inside Art e fondatore del premio – è sempre un’emozione. La sintesi del lavoro di un anno, l’esibizione meravigliosa delle opere presenti. È la nostra ‘wunderkammer’. Una vera gioia che dedichiamo a tutti i 10mila giovani talenti che in 15 anni hanno partecipato a questo nostro concorso”.

La giuria del premio ha assegnato il primo premio all’opera “Defence. What do you do with your anger?”, un video dell’artista Simona Andrioletti, bergamasca classe 1990 che con i suoi lavori spinge le dinamiche della collaborazione, sfidando l’idea di paternità artistica lasciando che altre persone interferiscano con il processo di creazione delle sue opere. L’opera è un collage di found footage in cui assistiamo ad un susseguirsi di situazioni in cui diverse persone cercano, in diversi modi, di difendersi da situazioni di sopraffazione fisica, emotiva e ambientale, senza riuscirci. Talvolta perché il problema è inaffrontabile, in altri casi perché la modalità di difesa che attuano è autodistruttiva e porta i protagonisti a ridicolizzarsi davanti alla camera di un qualsiasi smartphone di una qualsiasi persona che, vigliaccamente, riprende divertita. I video sono stati ri-filmati da uno smartphone che ha ripreso il monitor di un computer, come a replicare quel meccanismo perverso di voyeurismo e “Schadenfreude” divertito per cui in una situazione di pericolo, il passante, invece di aiutare, filma la scena.

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