Milano, 25 nov. (askanews) – Lotta all’erosione dei suoli, mitigazione dei fenomeni di dissesto idrogeologico, ricerca di nuove soluzioni per ridurre la meccanizzazione pesante a favore di pratiche meno impattanti sull’ambiente, tutela della biodiversità e aumento della resilienza dei vigneti ai cambiamenti climatici. Questi sono stati gli obiettivi principali di “Soilution System”, l’innovativo progetto attivato dal Consorzio Tutela Soave nel 2018, in linea con le direttive Gihas-Fao. I risultati sono stati presentati nel corso del convegno conclusivo che si è tenuto nei giorni scorsi a Castelcerino (Soave) nel Veronese.

Il progetto finanziato dal Programma di sviluppo rurale per il Veneto 2014-2020, è un progetto di innovazione coordinato dal dipartimento TESAF dell’Università degli Studi di Padova che, attorno ad un tema di interesse pratico per le imprese del territorio, ha visto collaborare diversi soggetti tra cui Azienda Agricola Coffele (capofila del progetto), Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave, Azienda Agricola Sandro Gini, WBA Project, Consorzio Tutela Vini Lessini Durello, Agrea, Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, Istituto Regionale per l’educazione e gli Studi cooperativi (Irecoop Veneto).

Durante gli interventi, attuati nella zona di produzione del Soave, sono state impiegate tecnologie a basso costo per il rilievo topografico (come i droni), sono state allestite aree sperimentali per il monitoraggio dei processi di erosione e deflusso, effettuati test di mezzi meccanici leggeri e sperimentate soluzioni non invasive per il consolidamento delle aree terrazzate. E’ stata inoltre analizzata la sostenibilità  delle misure attuate sulla base della conservazione della biodiversità . Il progetto, ha avuto come coordinatore scientifico il professor Paolo Tarolli del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università degli Studi di Padova.

Sempre secondo quanto riferito dal Consorzio, il progetto ha contribuito all’adempimento dei seguenti punti: aumento della sostenibilità ambientale degli agro-ecosistemi viticoli di collina e di montagna di alto valore paesaggistico, in termini di riduzione del rischio idrogeologico e tramite la valutazione su quali siano le pratiche agricole più appropriate e l’introduzione di tecnologie e tecniche innovative (es. rilievo con droni, simulazione numerica e mappatura di dettaglio dei processi idro-erosivi in ambiente digitale 3D); protezione dei suoli in pendenza grazie a mezzi innovativi leggeri; introduzione di tecniche conservative sostenibili e a costi contenuti a supporto delle strutture anti-erosione (es. terrazzi); monitoraggio della capacità erosiva delle precipitazioni mediante strumenti innovativi; creazione di un modello gestionale integrato e sostenibile, esportabile in contesti analoghi (in primis regionale, ma anche a livello nazionale e comunitario) e in grado di coniugare le finalità produttive con la salvaguardia ambientale; sensibilizzazione degli operatori vitivinicoli verso un approccio produttivo sostenibile, al fine di garantire una maggiore resilienza del paesaggio rurale anche attraverso la percezione dei “valori” della biodiversità.

Il convegno conclusivo ha visto la partecipazione, oltre che dei partner del progetto, anche di tre ospiti: la ricercatrice Marcella Biddoccu (CNR Torino) che ha presentato i risultati della stazione sperimentale per il monitoraggio dell’erosione nei vigneti del Piemonte; la professoressa Claudia Meisina (Università di Pavia) che ha presentato gli effetti delle tecniche di gestione dei vigneti sulla stabilità dei versanti dell’Oltrepò Pavese; la ricercatrice Sara Cucchiaro (Università di Padova) che ha presentato i risultati del progetto “TerrACE” (ERC Horizon2020) finalizzato alla mappatura delle aree terrazzate in Europa.