Roma, 11 gen. (askanews) – La Cina ha rafforzato oggi le restrizioni nei confronti dei passeggeri provenienti da Giappone e Corea del Sud, estendendo quelle imposte ieri negli aeroporti anche agli arrivi e transiti nei porti.

Ieri Pechino ha sospeso le richieste regolari di visto per i cittadini giapponesi e sudcoreani ieri, come rappresaglia per la decisione di Tokyo, Seoul e di diversi altri paesi di imporre restrizioni Covid ai passeggeri cinesi in seguito alla nuova ondata di contagi da coronavirus in Cina.

Il nuovo provvedimento – secondo quanto ha comunicato la Cina – si aspplicherà a tutti coloro che chiedono il visto immediatamente al confine. Si tratta di un visto che consente ai passeggeri dei due paesi di state in Cina fino a sei giorni.

Il Giappone ieri ha condannato la scelta di Pechino, sostenendo che questa decisione manca di reciprocità.

Tokyo a dicembre ha imposto ai passeggeri provenienti dalla Cina di essere in possesso di un test molecolare con esito negativo effettuato entro le 72 ore prima dalla partenza. Ha inoltre deciso una limitazione dei voli da alcune città cinesi.

“La Cina ha iposto una restrizione ai visti per ragioni non collegate alla pandemia Covid-19. Siamo spiacenti per questa cosa e abbiamo protestato attraverso canali diplomaitic, chiedendo che la Cina ritiri tale misura”, ha scritto l’ambasciata nipponica in Cina in un post pubblicato su Twitter.

I media cinesi hanno difeso la misura, definendoli “ragionevoli” in seguito che turisti cinesi hanno descritto come “insultante” il trattamento ricevuto a Seoul sui social media.

La Cina ha riaperto domenica i suoi confini, ponendo termine allo stringente regime di restrizioni Covid che ha iniziato a smantellare all’inizio di dicembre dopo che inconsuete proteste hanno attraversato il paese.

Lo smantelamento delle restrizioni, tuttavia, è avvenuto in un momento di nuova crescita dei contagi in Cina. Di conseguenza, molti paesi hanno deciso di innalzare restrizioni contro l’arrivo di passeggeri dalla Cina.