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Ca’ Foscari in top ten “Archaeology” per scoperta tempio a Barikot

Antico tempio buddista nella regione dello Swat in Pakistan

Roma, 25 gen. (askanews) – La scoperta di un antico tempio buddhista nell’antica città di Barikot, nella regione dello Swat in Pakistan, fatta dalla missione italiana dell’Università Ca’ Foscari Venezia, è stata inserita tra le dieci migliori scoperte archeologiche del 2022 secondo la rivista americana Archaeology.

Si tratta – spiega l’ateneo – di una classifica stilata annualmente dal magazine del prestigioso Archaeological Institute of America, che prende in considerazione i ritrovamenti di maggior impatto avvenuti nel mondo nell’anno appena trascorso. L’Università Ca’ Foscari Venezia è l’unico ateneo italiano presente nella top ten.

Archaeology stila anche una classifica dei dieci siti archeologici più a rischio nel mondo. Barikot – come ricorda il prof. Olivieri – fu inserita nel 2010 nella lista mondiale dei siti a rischio. Proprio in quegli anni, la missione archeologica italiana in Pakistan diretta da Olivieri, iniziò una serrata campagna di scavi. Uno dei frutti di questo lavoro, d’accordo con le autorità archeologiche provinciali del Khyber-Pakhtunkhwa, è stata l’acquisizione e protezione di gran parte dell’antica città inclusa l’acropoli. Il sito è oggi identificato con l’antica città di Bazira di cui parlano le fonti greche e latine su Alessandro Magno (che la fece assediare nel 327 a.C.).

Il risultato eccezionale della stagione di scavi 2021-2022 – prosegue Ca’ Foscari – fu poi la scoperta di un grande ed antico monumento religioso. Si tratta di un tempio absidale, certamente parte di un importante ed antico centro di culto buddhista all’interno della città antica. Le datazioni al radiocarbonio (C14), ricevute quando il numero di Archaeology era già in stampa, ci permettono di anticipare in questa sede che la prima fase del monumento risalirebbe alla metà del III secolo a.C., quindi ben prima dell’epoca dei re indo-greci, nella fase storica caratterizzata dal regno Maurya e dal re Ashoka.

I risultati scientifici del lavoro (con le nuove datazioni) saranno presentati in un rapporto di scavo in pubblicazione sul fascicolo in stampa della rivista East and West. In sintesi, la scoperta getta una nuova luce sulle forme del buddhismo antico e la sua espansione nell’antico Gandhara. Si tratta di una scoperta importante nel quadro della comprensione del rapporto tra primo Buddhismo e centri urbani sin da epoca Maurya, che aggiunge inoltre un decisivo tassello a ciò che si conosceva dell’antica città di Barikot/Bazira.

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