Roma, 12 gen. (askanews) – Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea “ritiene che i tassi di interesse debbano ancora aumentare in misura significativa, a un ritmo costante, per raggiungere livelli sufficientemente restrittivi da assicurare un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2 per cento nel medio termine”. Lo ribadisce l’istituzione monetaria nel Bollettino economico, dopo che a dicenre ha nuovamente alzato i tssi di intersse, questa volta per 50 punti base (0,50 punti percentuali) a fronte dei 75 punti base dei due aumenti precedenti.

Il linguaggio utilizzato lascia pensare che la Bce è orintata a proseguire con aumenti da 50 punti base per almeno due o tre riunioni. Tuttavia sulle futuire decsiioni l’istitzione si tiene margini aperti: “Anche in futuro – ripete i bollettino – le decisioni sui tassi di riferimento saranno guidate dai dati e rifletteranno un approccio secondo il quale tali decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione”.

Secondo la Bce i rischi di inflazione “sono prevalentemente al rialzo”. Sul breve termine le pressioni attuali “potrebbero generare aumenti dei prezzi al dettaglio dei beni energetici e alimentari più forti del previsto”. Nel medio termine, invece “i rischi provengono principalmente da fattori interni, quali un innalzamento prolungato delle aspettative di inflazione o aumenti salariali maggiori di quanto prospettato”. All’opposto un calo dei costi dell’energia o un ulteriore indebolimento della domanda (quindi dell’economia) ridurrebbero le spinte sui prezzi.

In questo quadro, secondo l’istituzione di Francoforte “mantenere i tassi di interesse su livelli restrittivi, nel tempo, farà diminuire l’inflazione frenando la domanda e metterà inoltre al riparo dal rischio di un persistente incremento delle aspettative di inflazione”. L’istituzione ribadisce inoltre che da marzo inizierà anche la manovra di inasprimento quantitativo (Quantitative tightening), riducendo per 15 miliardi di euro al mese le consitenze dei portafogli titoli, prevalentemente pubblici accumulati con il programma App.