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Bankitalia: attese imprese su economia migliorano, inflazione record

Sondaggio: aspettative prezzi al consumo al massimi dal 1999

Roma, 16 gen. (askanews) – I giudizi delle aziende italiane medie e grandi sulla situazione economica e sulle proprie condizioni operative nel quarto trimestre del 2022 sono migliorati rispetto al trimestre precedente, così come le aspettative sulla domanda, mentre resta forte il peso del rialzo dei prezzi energetici, e le attese di inflazione sono a livelli record. E’ quanto emerge dall’indagine sulle aspettative di inflazione e crescita da Bankitalia condotta tra il 22 novembre e il 14 dicembre 2022 presso le imprese italiane dell’industria e dei servizi con almeno 50 addetti.

Le attese sull’inflazione al consumo sono cresciute in misura marcata raggiungendo in tutti i comparti i livelli massimi dall’inizio della rilevazione nel 1999, afferma la banca centrale. Il tasso atteso di inflazione al consumo si attesta, in media, a 8,9% tra sei mesi da 7,5% della precedente rilevazione, a 8,1% tra 12 mesi (da 6,9%), a 6,7% tra 2 anni (da 5,7%) e a 5,7% su un orizzonte compreso tra i 3 e i 5 anni (da 4,9%).

Sono migliorate le attese sulla domanda nei prossimi mesi, sia totale sia estera, anche se le imprese continuano a segnalare difficoltà connesse con l’incertezza economica e politica e con gli elevati prezzi dell’energia, rileva Bankitalia.

A fine 2022 la quota di imprese che considera la situazione economica generale peggiore rispetto al trimestre precedente è diminuita al 47,0% per cento dal 77,9% della rilevazione precedente, largamente in favore dei giudizi di stazionarietà; il saldo tra risposte di miglioramento e peggioramento è risalito a -40,7%. Ciò nonostante, permangono prospettive di una congiuntura debole: la grande maggioranza delle imprese (86,1% cento) assegna una probabilità nulla o inferiore al 25 per cento alla possibilità che il quadro economico generale si evolva positivamente nel primo trimestre del 2023.

Il saldo fra le attese di miglioramento e di peggioramento delle condizioni operative nei prossimi tre mesi è passato a -17,6 punti percentuali, da -49,2 nella precedente rilevazione . Il miglioramento è diffuso fra aree geografiche e settori; è particolarmente marcato tra le imprese edili che operano nel comparto residenziale.

I principali ostacoli alle prospettive di crescita continuano a essere l’incertezza imputabile a fattori economici e politici e gli elevati prezzi dei beni energetici. Ma il saldo delle attese sulle proprie condizioni operative a tre anni è aumentato considerevolmente dai livelli storicamente bassi della precedente rilevazione: a 37,4 punti percentuali da 11,7.

L’accumulazione di capitale proseguirebbe nel 2023: le valutazioni di peggioramento delle condizioni per investire restano ampiamente superiori a quelle di miglioramento, ma il saldo negativo si è dimezzato rispetto alla precedente rilevazione a -30,2 punti percentuali. Le condizioni di accesso al credito sono ritenute stabili da circa i tre quarti delle imprese, a fronte di un peggioramento per il 21 per cento (come nel trimestre precedente), mentre la posizione complessiva di liquidità è valutata sufficiente o più che sufficiente da oltre il 90 per cento del campione.

L’occupazione continuerebbe a crescere nel primo trimestre dell’anno: la quota di imprese dell’industria e dei servizi che prevedono di espandere il numero di addetti nel primo trimestre del 2023 è risultata superiore di 11,0 punti percentuali a quella di chi ne prefigura una riduzione, in miglioramento rispetto alla rilevazione precedente; nel comparto delle costruzioni la quota è rimasta sostanzialmente invariata.

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