Taverna: Regolamento Ue non pregiudichi prerogative stati membri
Roma, 22 mag. (askanews) – Rafforzare la responsabilità delle piattaforme online che consentono di prenotare il soggiorno in un B&B o in una casa vacanze, una maggiore tutela del consumatore, e soprattutto il rispetto delle competenze dei singoli Stati membri nello stabilire quali requisti una struttura ricettiva debba rispettare. Sono le proposte che avanza la Fimaa – Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari – esaminando la proposta di Regolamento europeo sulla raccolta e la condivisione dei dati riguardanti i servizi di locazione di alloggi a breve termine.
La bozza di regolamento – ricorda la Federazione – prevede l’istituzione di un registro nazionale unico che consenta di raccogliere in maniera uniforme in tutta l’Ue i dati relativi alle strutture ricettive di piccole dimensioni. Pur condividendo le finalità del testo, la Fimaa ritiene sia necessario che la regolamentazione europea rispetti le competenze che gli stati membri devono avere nell’adottare e nel modificare i requisiti di accesso al mercato. In questo ambito rientrano anche requisiti di sicurezza e salute per il consumatore che le strutture ricettive devono osservare.
“Bisogna sottolineare – commenta il presidente di Fimaa, Santino Taverna – che la bozza di regolamento sembra in conflitto, sotto alcuni aspetti, con la normativa nazionale. Che peraltro è in evoluzione, visto che alla Camera si sta discutendo il disegno di legge sulle locazioni turistiche, che come Federazione stiamo seguendo da vicino”. In base all’attuale quadro normativo, spiega Taverna, “il regolamento Ue deve essere coordinato in particolare con il D.M. n. 161 25/09/2021. Alle autorità nazionali, infatti, deve essere sempre riconosciuto il potere di richiedere dati aggiuntivi per l’iscrizione di una struttura nel registro. Questo consentirà di soddisfare una serie di esigenze locali, come il computo e la rendicontazione delle tasse di soggiorno o di scopo”.
La Federazione chiede infine di fissare regole più stringenti sulla responsabilità delle piattaforme. “È necessario garantire in primo luogo la tutela del consumatore – prosegue il presidente di Fimaa. – Le piattaforme, ad esempio, devono effettuare maggiori controlli sugli immobili destinati alle locazioni brevi. E devono esporre, sia nella pagina che pubblicizza la struttura, sia nella prenotazione, il numero di registrazione che viene rilasciato all’immobile”, conclude Taverna.
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