Proposta Ue rischia indebolire politiche fondamentali
“Ci auguriamo che nei prossimi mesi si raggiunga un accordo che preservi un bilancio autonomo per un’agricoltura attrattiva, in grado di affrontare concretamente le sfide climatiche, sociali ed economiche delle diverse aree, e allo stesso tempo, di favorire lo sviluppo rurale e la coesione in Europa”.
Queste le parole di Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori, il quale sostiene che la nuova proposta di Quadro Finanziario Pluriennale avanzata dalla Commissione europea “solleva domande legittime” riguardo l’idea di unire la Politica Agricola Comune (PAC) e i Fondi di Coesione in un’unica allocazione nazionale, “con il rischio di compromettere l’essenza comune e strategica di due politiche cruciali per l’Unione”.
“La PAC deve rimanere indipendente, con risorse dedicate e appropriate alle sfide del settore – aggiunge Santoianni – e la nostra associazione, che rappresenta più di 35mila imprese in Italia, pur riconoscendo il valore di iniziative mirate alla semplificazione, sottolinea la necessità di evitare effetti indesiderati, come la perdita di riconoscimento e priorità operativa per il settore agricolo. Il possibile trasferimento a un fondo unico potrebbe non garantire una distribuzione equa delle risorse e una piena valorizzazione delle peculiarità locali”.
“Un cambiamento di tale entità richiede un’attenzione particolare anche in merito alla governance – commenta Santoianni – poiché apportare modifiche è senz’altro fattibile, ma senza sconvolgere la struttura attuale, affinché eventuali cambiamenti non si traducano in complicazioni aggiuntive per le amministrazioni e, di conseguenza, in nuovi ostacoli per le imprese agricole, le quali necessitano di regole chiare, tempi certi e strumenti stabili per pianificare il proprio futuro”, conclude.
Ciro Di Pietro

